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Terrifier (di Damien Leone, 2018)

PREMESSA (potete anche saltarla, se volete)
Il cinema horror di un certo spessore, in un certo senso, ha dato una grossa mano agli appassionati del genere, che si sono trovati tra le mani film d'autore buoni per essere sbattutti in faccia ai radical chic e ai soliti ben pensanti da quartieri alti nel gran galà del cinema contemporaneo. Per una volta aveva senso dire "sono appassionato di cinema horror" senza per questo essere presi a pernacchie. Trovarsi di fronte a mezzi sorrisi quando si affermava che sì, in quel film c'è una poetica ben precisa, un po' faceva male al cuore. Perché ammettiamolo, sentirsi sempre quelli dei bassifondi non è bello e mettersi ogni tanto il vestito buono fa bene al proprio ego.  Il problema è però che troppo spesso ci si dimentica delle origini e l'horror cinematografico ne ha certamente di umili. I mostri della Universal non brillavano certo per spessore psicologico, ad esempio: puntavano a far cassa e a spaventare. Ed erano mo…

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