L'orrore di un film brutto: La Regina dei Dannati (di M. Rymer, 2002)


Ok, recensione cattiva in arrivo. Che poi tanto cattiva non è, visto che dico tutta la verità, solo la verità, nient'altro che la verità ("Dica lo giuro", "Lo giuro!"). Il film che mi appresto a fare a pezzi si chiama La Regina dei Dannati, di quello scarsone di Michael Rymer, sèguito solo apparente del bellissimo Intervista col Vampiro. Perchè apparente? Perchè il protagonista di questa pellicola è il vampiro Lestat, il cattivone del film di Neil Jordan che nel finale si accingeva a nutrirsi del giovane giornalista Daniel Malloy. Eppure, allo stesso tempo, non è Lestat ma solo l'ombra di quel personaggio impersonato da Tom Cruise.
Ok, ma cos'altro hanno in comune i due film? Il fatto che siano entrambi ispirati alla saga letteraria di Anne Rice (il primo al romanzo omonimo, il secondo una specie di sintesi tra Scelti dalle Tenebre e l'omonimo La Regina dei Dannati). Se però il film di Jordan rileggeva il mito del succhiasangue in vesti romantiche, traslandolo su un piano "umano", la cagata (scusatemi, è più forte di me) di Rymer non fa che svilire l'oggetto letterario da cui è tratto, per non parlare dello stesso Lestat, personaggio molto più contorto e complesso di quanto appaia. Ma andiamo con ordine:

il vampiro Lestat si risveglia dopo un sonno durato secoli e decide di diventare un divo del rock. Nei versi delle sue canzoni canta la verità sui vampiri, cosa che manda in bestia gli altri membri della sua specie. Inoltre la sua musica risveglia Akasha, madre di tutti i vampiri, il cui unico desiderio è piegare il mondo ai suoi piedi.


Parliamo di un film che non sintetizza un romanzo solo (cosa già abbastanza complicata) bensì due. E lo fa svilendo una storia impossibile da traslare su pellicola. Il perchè è semplice: la Rice nei suoi romanzi non fa altro che leggere una storia da più punti di vista. Le così dette "Cronache dei Vampiri" non sono altro che un susseguirsi di vicende pretestuose nel tentativo (tra l'altro riuscitissimo) di far parlare personaggi e di farli interagire tra loro. Lestat, Louis e gli altri innumerevoli characters che si alternano sulla scena, non sono altro che motore di vicende raccontate dal loro punto di vista, esseri vivi da amare o da odiare ma mai indifferenti.
Se Jordan nel suo barocchismo era riuscito perfettamente a traslare sentimenti e sensazioni del suo protagonista, Rymer fallisce in un tentativo di sintesi irrealizzabile che non fa che generare personaggi monodimensionali e inutili, messi lì solo perchè ci devono essere. Lestat non è ne terribile ne romantico, ma appare come uno stupido bamboccio che gioca a fare il dannato, ancora più irritante del lamentoso Louis. Marius, colui che scopriamo essere stato il suo creatore, un filosofo tronfio che appare e scompare nel giro di un quarto d'ora, mentre tanti altri personaggi importanti appaiono solo come macchiette per fare numero (c'è persono Armand, eh). Il tutto rappresentata con un'estetica videoclippara, alla MTV per intenderci. La fotografia è televisiva nel senso negativo del termine e la sceneggiatura sembra essere stata scritta da un branco di scimmie urlatrici. Persino l'azione, quella che avrebbe potuto dar l'impressione si trattasse di un film tutto mazzate e sangue, viene svilita da uno stile fumettistico che con la storia dark-horror che viene (o vorrebbe essere) raccontata non c'entra assolutamente nulla. Il sangue è tarocco, la violenza è adolescenziale e in questa pellicola inutile e irritante è impossibile non vedere il seme di quello che sarà il futuro fiore del male del cinema gotico contemporaneo: Twilight


Effettivamente quando parliamo di La Regina dei Dannati parliamo di un disastro completo che tenta di prendere a mani basse da altri film cult del genere - quello glamour/dark condito da venature horrorifiche - tra cui soprattutto Il Corvo. Peccato che Myers giri un videoclip malriuscito, a tratti grottesco, e chiami a raccolta (come Lestat nel film) il peggio del peggio, tra tutti uno Stuart Townsend espressivo quanto un barattolo di piselli, un ibrido tra un vampiro idiota, Marilyn Manson e un David Bowie dei poveri. Quasi a voler demolire Lestat, una delle figure letterarie più importanti del romanzo gotico del secolo scorso. Per non farci mancare nulla poi, imbastisce una storia d'amore squallida e banale (inesistente nel romanzo) tra lui e Jesse Reeves (interpretata da Marguerite Moreau) umana non poi così umana perchè imparentata con una potentissima vampira. Perchè i ragazzini devono strapparsi i capelli ogni volta che il dannato di turno si innamora della brava ragazza che alla fine lo trasforma in un fighissimo boy-scout oscuro.


Solo due cose ho trovato positive nel film: la prima è Aaliyah, nota cantante morta in un incidente aereo prima della fine delle riprese (giusto in tempo per dare a sto coso l'aura di film maledetto), bellissima regina Akasha dalla pelle d'ebano che svetta su tutti con fare maestoso (ma io sono di parte: io l'amo) e che impersona perfettamente forse il personaggio più semplice ma esteticamente più importante. 
La seconda è la colonna sonora, scritta da Jonathan Davis - il cantante dei Korn - che tra l'altro presta la voce nelle parti cantate al protagonista. Del resto la scaletta delle tracce parla da se:

  1. Not Meant for Me - Wayne Static of Static-X
  2. Forsaken - David Draiman of Disturbed
  3. System - Chester Bennington of Linkin Park
  4. Change (In the House of Flies) - Deftone
  5. Redeemer - Marilyn Manson
  6. Dead Cell - Papa Roach
  7. Penetrate - Godhead
  8. Slept So Long - Jay Gordon of Orgy
  9. Down with the Sickness - Disturbed
  10. Cold - Static-X
  11. Headstrong - Earshot
  12. Body Crumbles - Dry Cell
  13. Excess - Tricky
  14. Before I'm Dead - Kidneythieves
Costantemente in bilico tra dark, hard rock e pop, riesce ad incarnare meglio delle immagini l'atmosfera di un mondo oscuro e notturno. Niente che faccia gridare al miracolo ma una scelta ben più intelligente e saggia tra le tante altre del film.


Eppure tutto questo non basta per redimere le colpe di un'opera pop scadente che è riuscita a lobotomizzare le menti di una generazione condannata al pattume (il trash) cinematografico e non.

 

Commenti

  1. Ohhhh!!!
    Fnalmente una stroncatura incazzosa.
    IO non so cosa dire. Questo film non l'ho visto, ma se avevo il minimo dubbio di dargli un' occhiata, tu me l' hai tolto.
    Ah, passo così, per darti una notizia: Ron Howard porterà sullo schermo il ladro di corpi.
    Adesso, io non sono una fan della Rice, ma Ron Howard mi mette sempre un po' di voglia di vomitare

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  2. colonna sonora di Johnatan Davis?Ecco un buon motivo per tenermi lontano da qualsiasi film

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  3. @ilgiornodeglizombi: no, lui no, LUI NO... e a chi lo fa fare poi Lestat, a Tom Hanks?

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  4. @babordo76: in questo caso non posso darti ragione, mi spiace :D

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  5. non l'ho visto ma non mi attira molto

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  6. Non lo vedere, non ne vale la pena.

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