Nulla da dichiarare. Se non le mie poesie - Le "Preghiere a Mano Armata" di Antonello Cassano


Le poesie per Antonello Cassano sono preghiere a mano armata. Versi che esplodono con la fugacità dell'attimo ma che non scompaiono. Rimangono sottoforma di cicatrici sulle pagine di un foglio o negli occhi (e le orecchie) di chi le legge. 
Antonello astrae dalla realtà la vita di ogni giorno, la metabolizza e la sputa, racconta storie che altrimenti non verrebbero raccontate ma senza foga, con la leggerezza di uno sguardo disilluso e capace. Perchè sa quello che fa, sa quello che vuole dire. Sulle sue pagine eternizza l'attimo, che si tratti di una città, di un amore, di un odore o del caffè di prima mattina. 

Preghiere a mano armata è il titolo della sua prima raccolta. Diretta senza essere loquace, violenta e crudele ma pacata nel suo ferire attraverso le immagini. Un protrarsi di storie che raccontano storie all'ombra di palazzi sporchi di fumo e di eventi di cronaca riletti alla luce dell'ars poetica. Perchè quando decidi di raccontare la realtà, che sia la tua o quella del tuo paese, puoi soltato asciugarla della banalità quotidiana rendendola universale.

E poi in fondo, tra il parlare di politica o di un'altra storia d'amore andata a male, c'è il romanticismo dell'esistenza, l'immensità del tutto che si scontra con l'esiguo del particolare. In mezzo il poeta, impotente e immerso nella vita mentre "gli ambigui giorni passano via/ come nomadi fermandosi solo/ per pisciare o per chiedere/ un passaggio verso altri soli/ altre lune"

Si può sognare anche stando seduti su un marciapiedi sporco di birra e di sigarette spente. Antonello Cassano lo fa. Nonostante la sua poesia appaia ancora acerba, non si può ignorare la bravura di questo poeta nel manipolare i versi, nel costruire immagini pur mantenendo intatto il suo approcio istintivo. Il segreto è la liberatà, quella di dire e dirsi attraverso la forma cangiante del verso poetico. 

Vincitore del primo premio al concorso poetico “Savona, porta del Mediterraneo” e del secondo premio al concorso “Differenze generazionali” del Comune di Bari, Antonello ha partecipato come autore al Festival "Il libro possibile" di Polignano a Mare nel luglio del 2010. Il suo esordio autoprodotto è disponibile su ilmiolibro.it

Qui invece trovate il suo blog personale, Esulterei.


TU CHE INGOI LA VITA, NON LA SPUTI

Tu che ingoi la vita, non la sputi
te ne vai in giro sola
per la città bagnata a giocare
con la carne e con la porpora
e chiedi sigarette ai ragazzi
spezzando il filo che ci lega.

Tu che ingoi la vita e non la sputi
togli zucchero dai mille occhi degli amanti
e lo versi nel caffè ogni mattina,
ora che ti porti il peccato a tracolla
nella tua borsa
e con uno sguardo
regali proibizioni ai passanti

mentre cammini sola
nella città bagnata
chissà per dove

tu che sputi la noia, non la mastichi
scrivi a fuoco sui giorni
che la nostalgia ti fa schifo
e ti trucchi col mio sangue
per uscire

ti porti dietro quel sapore
di notte lunga e confusa
di birra quasi calda e mascara nero,
fra i capelli i segreti del giorno prima
presentimenti fra le unghie delle dita
e sui seni i segni di un martirio

ma te ne vai in giro sola
per la città impazzita
e ingoi la vita, non la sputi.


Commenti

  1. sono decisamente poco incline alla poesia,nondimeno mi pare un progetto interessante.Bravo Antonio!

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  2. E' indubbiamente bravo, lo consiglio a chiunque.

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