L'eBook contro gli "amanti della carta"


Ultimamente, parlando con gente in giro - con amici, parenti, conoscenti o semplici passanti - mi sono ritrovato spesso a discutere di un argomento in particolare, che mi sta a cuore più in qualità di lettore che di scrittore: l'eBook. Ne ho già parlato in passato proprio QUI, su Combinazione Casuale, ma solo negli ultimi tempi mi sono ritrovato a poter discutere di questa "diabolica" tecnologia con le persone che mi circondano, non perchè sia stato infranto qualche tipo di tabù ma perchè, con l'arrivo in Italia del più conosciuto tra gli eBook Reader (il Kindle di Amazon), la gente ha cominciato a ritrovarsi questo strumento d'avanti agli occhi. Il bello è senza saper minimamente di cosa si tratti.

Prima ho scritto diabolica riferendomi a questa tecnologia. Non per dare all'eBook o all'eReader una valenza negativa ma perchè, a pensarci bene, si tratta proprio di qualcosa di diabolico: solo 100 anni fa l'idea di condensare migliaia di libri in un unico, misterioso aggeggio grande quanto un... non lo so, grande quanto qualcosa di piccolo, era impensabile. 
Qualcuno potrebbe dire: a questo punto tutta la tecnologia è "diabolica" ed è vero, in un certo senso. Perchè è magia: "c'era una volta, in un paese lontano...", degno di una favola  streampunk
Quando un prodotto tecnologico è nuovo e sconosciuto, può generare sospetto. Poi diventa di uso comune. La stessa cosa non si può dire stia avvenendo per l'eReader.
Eppure è strano, perchè è comodo e portatile, permette di risparmiare spazio e, perchè no, soldi. Allora vuol dire che c'è qualcosa che non va, a livello culturale magari, o nella forma mentis del lettore tipo.

Il lettore tipo, questo sconosciuto. Parlo del lettore in Italia, un paese dove il libri letti è inferiore a quelli pubblicati. Un posto dove la media è di un libro l'anno, se va bene, altrimenti "aspetto l'adattamento cinematografico". Forse perchè leggere costa tempo, fatica e immaginazione. Concentrazione. Troppo per un popolo svogliato, sempre di fretta, che usa l'immaginazione esclusivamente per imbrogliare fisco e partner. Però quello italiano è anche un popolo curioso: "cos'è questo, un tablet? A no, serve solo per leggere libri, non mi interessa!"
Conosco molti lettori, e la frase con cui licenziano un eBook Reader è sempre la stessa: "sì, ma il libro cartaceo è un'altra cosa!". Certo che è un'altra cosa! E' diversa, non migliore né peggiore. 
Per cercare di comprendere questa reticenza da parte di chi risulterebbe aggevolato da uno strumento del genere, ho deciso di raggruppare il lettore tipo in 4 categorie:


- Il lettore "occasionale": "non leggo poi così tanto, perchè dovrei spendere soldi in più per una cosa del genere?". Un eReader però, al giorno d'oggi, costa tra gli 80 e i 150 euro, ha una media di vita diciamo di 3-4 anni e, in teoria, un libro in formato digitale costa meno di quello cartaceo. Se aggiungiamo il numero di eBook gratuiti (i classici, scrittori esordienti, offerte e raccolte) noteremo che il risparmio c'è ed è palpabile. In fondo questa tipologia di lettore evita libri troppo costosi, soprattutto se non conosce l'autore, e avrebbe la possibilità di leggere cose che altrimenti non leggerebbe mai non solo rientrando nella spesa iniziale, ma risparmiando spazio e soldi.

- Il lettore "stagionato": una tipologia che non è sicura di sapersi adattare alla nuova tecnologia. Lo spaventa l'idea di una spesa che potrebbe rivelarsi inutile. E ha ragione, siamo in tempi di crisi. Ma leggere su un eReader è IDENTICO a leggere sulla carta stampata. Il foglio digitale non è meno funzionale, più scomodo o più affaticante. Adattarsi a questa tecnologia poi è più semplice che usare il pc per navigare in internet e da la possibilità di scoprire autori nuovi senza affaricarsi su uno schermo ldc. Nessuno nasce imparato.

- Lo "sniffatore di carta": "e l'odore della carta stampata dove lo mettiamo?". Ma, amico mio, nessuno ti vieta di sniffare i libri cartacei. Per farlo basta andare in libreria e non devi nemmeno pagare. Ma lo sai che quel famoso "buon odore" per lo più è chimico? Che la carta dei libri viene trattata, che gli effluvi dell'inchiostro non sono salutari e che la carta "moderna" è naturalmente inodore? Che poi, per produrre carta o ricicli quella che va al macero o abbatti alberi. La natura non è felice solo perchè tu ti sballi con il naso infilato tra le pagine de I Promessi Sposi.

- I "fondamentalisti": persone che amano i libri old style e rifiutano l'innovazione "blasfema". Questi forse sono i più sinceri ma anche i più pericolosi, perchè leggere un libro digitale non vuol dire non leggere, non comprare o non utilizzare più quelli cartacei. Questa credenza è pericolosa perchè non solo errata ma anche nociva. Gli eBook possono affiancare i libri. Devono. La stampa non deve scomparire ma essere agevolata. Io non porterei mai i volumi rilegati in pelle e oro della mia edizione cartacea de La Divina Commedia in tram, dal medico o sull'aereo. Un oggetto più piccolo di un Netbook va nella borsa - in tasca - non pesa niente e non si rovina. E di libri ne vanno a migliaia. Di contro la mia libreria è stracolma e continuo ad andare alla Feltrinelli.

Come ho detto, si tratta solo di cultura e forma mentis. Di adattamento. Nulla di così terribile. eBook significa valorizzare quel che già c'è e, perchè no, dare spazio a chi non c'è, quei talentuosi che non possono pubblicare "perchè troppo rischioso".
Il vero problema è l'atteggiamento delle Case Editrici. Di chi propone un volume a 25 euro e la copia digitale allo stesso prezzo (o a un paio di euro in meno). Eppure i costi di produzione sono quasi inesistenzi e quelli di stampa pari a zero. Il problema è di chi pensa che pubblicare l'eBook di un esordiente significhi non fare pubblicità o distribuzione, e allora tanto vale autoprodurselo (come ho fatto io, qui) che appunto non costa nulla se non un po' di fatica. Loro però non ci arrivano. Sanno solo lamentarsi dei download illegali. Vogliono il massimo del profitto, sempre. E non si accorgono che, in parte, è loro la colpa se non si legge, che sprecano carta, che fanno restare nel cassetto veri capolavori di emeriti sconosciuti e che anche da loro dipende l'espandersi di qualcosa di buono ma che fa ancora paura, un po' come la magia.




   

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