Chrysta Bell - This Train: la nuova musa di David Lynch


E' strano come le cose belle, quando non sono in linea con il gusto comune, non vengano notate da nessuno.
Sono lì, basterebbe allungare una mano per afferrarle, ma la gente sembra non vederle. L'industria discografica "che conta" mi appare sempre più ridicola. Inutile. Gente che clona i cloni di altri cloni. Riscoprire l'originale costa troppa fatica e l'originale diventa imitazione. Vale per tutto, non solo per la musica, ma la musica è quella cosa di cui nessuno sembra potere fare a meno e poi si finisce per accontentarsi della brutta copia, un po' come mangiare omogenizzati senza conoscere il sapore della frutta.

L'autunno scorso è uscito un disco e nessuno ne ha parlato. E se di un disco non si parla, quello alla fine scompare, non lascia traccia: quanti ne producono all'anno? Quanti vengono passati in radio? Di quanti non sentiamo la mancanza? Chrysta Bell è una cantante ed è uscita col suo primo disco ufficiale, This Train, l'autunno scorso. Basta googlare un po' e qualcosa si scopre, ma molto poco. L'ha prodotto (musicalmente e discograficamente) un signore che non è propriamente un nessuno, ma forse ne avrete già sentito parlare: si chiama David Lynch. Lei è la sua ultima musa e, sorpresa sorpresa, è pure brava. Non ci potevano essere dubbi: uno come Lynch non è che perde tempo. Però di sto disco chi ha parlato? Ve l'ho detto, basta googlare un po' per saperlo: praticamente nessuno.



Undici tracce, un sacco di musica, atmosfere rarefatte da tagliare col coltello. Stupisce quasi il fatto che si tratti di pop. Ovviamente l'anima elettronica del disco permette a This Train di avere una propria direzione, una dimensione sognante che consente al cantato di fluttuare nell'aire cullando le orecchie dell'ascoltatore. 
Un pezzo come Bird of Flames, ad esempio, si espande attorno al drum elettronico e crea un'universo onirico attraverso gli inserti vocali per poi esplodere nell'etereo cantato della Bell. Invece la traccia che da il nome all'album, This Train, ci accarezza con delicatezza soul quasi ci trovassimo nella penombra di un night club. Oppure Swing with Me, che ossessiva si sviluppa per più di sette minuti ma sfugge al loop in cui si chiude grazie alla voce misurata della cantante. Per poi passare a Real Love, dove il cantato parte predominante per fondersi ad un sound sull'orlo del blues-rock.
Voce misurata, perfino fredda, che riecheggia sui bit di Lynch, vero artefice di un opera che ricorda il suo recente Crazy Clown Time e, ancora prima, la colonna sonora dei suoi film. Ed è proprio in un film del regista che Chrysta debutta, cantando/recitando un brano per INLAND EMPIRE. Si tratta del Polish Poem undicesima traccia del disco, un gospel caldo e malinconico come lacrime sulle ciglia. 
Forse però la sua vera abilità la Bell la rivela nella bellissima Down By Babylon, brano dagli standard classici, dolce e triste.

This Train è un album, forse un concept album, dotato di anima propria. Ossessivo fino a diventare monocorde, racconta storie e lo fa in maniera audace. Passa da sonorità cupe all'elettronica più solare e pop nel giro di una canzone, come dimostra l'ultima traccia The Truth Is. Chrysta Bell, che oltre ad essere brava è anche bellissima, non è la classica cantante e non lo sarà mai. Non è una virtuosa, non è dotata di una voce eccezionale. Ma ha qualcosa di particolare, oserei dire di magico. E anche se a molti non piacerà, questo disco andrebbe almeno ascoltato, perchè non ci sono solo le hit e la musica che passa per radio e Tv. 


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