Gli emergenti italiani hanno ancora qualcosa da dire: ecco a voi la musica emergente pugliese


Qui su Combinazione Casuale ho parlato spesso di realtà musicali non proprio "di massa" o conosciute. Ovviamente si tratta della musica che piace a me, che io ascolto e che non pretendo abbiano chissà quale riscontro tra chi mi sta attorno e chi mi legge. Nonostante ciò ne parlo, in fondo si tratta di musica e se ha colpito me può colpire chiunque, incluso chi la scena indi o underground non sa nemmeno cosa sia.
Oggi però ho notato, facendo qualche ricerca su internet, che di gruppi emergenti si parla sempre meno. Ovviamente per gruppi emergenti intendo quelli che girano per i festiva e le piccole radio, che hanno autoprodotto i loro EP e i loro demo o che sono sotto contratto con etichette così indi da non avere risonanza in Italia. Perchè sì sa, qui da noi fanno fatica a farsi notare quelli che fanno musica da uno o più decenni, figuriamoci le nuovissime realtà. 
Farsi notare quindi è difficile e non perchè di emergenti ce ne siano pochi ma proprio perchè ce ne sono molti. Anche troppi. Più o meno tutti, nell'era digitale, si sentono in diritto di prendere uno strumento, di attaccarlo a un amplificatore e di cantare e suonare qualcosa solo per metterlo su youtube. Tanto la rete e globale ed è di tutti. Ma se qualcosa è di tutti non significa che chiunque può usarla e magari romperla. In questo caso di mezzo ci vanno le piccole realtà, i piccoli gruppi o i piccoli artisti, talentuosi ma sommersi da coverband (con tutto il rispetto) e cantanti della domenica. E visto che un blogger, di fatto, è un "autore" di nicchia che nuota nel web per far emergere quello che scrive, allora credo che almeno lui ne debba parlare, una volta ogni tanto.
Per questo in questo post di una grigia e fredda Domenica di Dicembre eccomi pronto a farvi ascoltare una manciata di gruppi emergenti pugliesi, non solo perchè è sempre bene fare gli onori di casa propria ma perchè si tratta di una scena estremamente variegata e interessante.

Un esempio? Degli Yellow ho già parlato l'anno scorso (qui) quando era una band che cominciava a muovere i primi passi nel mondo della musica indipendente. Da quel giorno 'sti ragazzi ne hanno fatta di strada e senza mai fermarsi hanno calcato diversi palchi e fatto girare la loro musica, trovando persino il tempo per autoprodurre un recentissimo EP dal titolo semplice semplice: "Yellow". Gli Yellow sono una band brit pop in grado di spaziare tra l'elettronica e il rock, tra melodie intimiste e sonorità più elettriche senza per questo perdere in freschezza e originalità. Provare per credere? Ascoltate Swingin' London e lasciamo che a parlare sia la loro musica:


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Cambiamo genere ma rimaniamo sempre nel tacco dello stivale, dove nel 2012 nasce una nuova band che a dispetto del poco tempo a disposizione ha già registrato un demo ufficiale di quattro canzoni: sto parlando dei Coral Kiwi. Il loro è un alternative rock che richiama alla mente sonorità alla Velvet Underground e alla Bian Eno. Eppure c'è persino un po' di Joy Division nella loro musica. Ascoltate il brano Warmer e capirete di costa sto parlando:


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E dopo gruppi italiani che cantano in inglese ecco un artista che si rifà alla grande tradizione (recente e passata) del pop/rock italiano indipendente: Leo Stain. Leo, già cantante della band Fifth Avenue, ha avvitato un progetto personalissimo di cui è volto e voce. E quest'ultima non è affatto male, come noterete ascoltando Tu Rimani:


Ecco, poichè parliamo di musica italiana cantata in italiano, non si possono non nominare i Mai Personal Mood, sulla scena dall'ormai lontano 2007. Loro hanno già lasciato il nido e hanno percorso in lungo e in largo lo stivale con la loro musica, fusione tra pop melodico dall'attitudine indi e un elettro-pop estremamente intrigante, arrivando l'anno scorso a firmare con un etichetta indipendente e a produrre il loro primo Ep ufficiale, L'heure dEPart. Questo Novembre è invece uscito il loro promo disco: Cactus, di cui ascoltiamo il primo estretto Guadalupe:


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Rimanendo nell'ambito dell'elettronica parliamo dei The Numbers, al secolo Matteo Palieri e Dario Genchi, duo elettronico di producer scuola newyorkese che producono musica da un paio d'anni e lo fanno con stile ma senza clamore, portandola nei club a cui più si addice e fondendo un sound harcore a melodie new wave.
Questo è il loro primo singolo, accompagnati dalla voce di Rachel O'Neill: Born in the 80s

Per concludere parliamo di Dely de Marzo, che ha vinto il Premio Mimmo Bucci nell'edizione 2012. Lui è sulla scena dal 2007 e non è certo un novizio. La scena locale lo conosce bene e lui ha già lasciato il segno nella sua breve carriera. La sua musica si ispira al cantautorato che ha fatto grande il nostro paese e lo dimostra con il brano La Filastrocca di Filomè, vincitore del su citato Premio Mimmo Bucci e che andiamo adesso ad ascoltare:


Ovviamente parlare di tutte le band meritevoli che gravitano in Puglia è impossibile. Ho citato solo sei situazioni artistiche tra quelle che mi è capitato d'ascoltare e più hanno colpito. Nuovissimi, nuovi e un po' meno nuovi, tutti questi gruppi/artisti, al di là dei generi, hanno qualcosa da dire. E lo fanno benissimo. 

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