Gli eBook e la legge europea


Torniamo con qualche riga sull'argomento eBook, quella cosa talmente rivoluzionaria che ancora nessuno l'ha capita e che in pochi usano. Se qualcuno avesse raccontato ai lettori di uno o due secoli fa di come si sarebbe potuto tenere una biblioteca nel palmo della mano, quelli non gli avrebbero di certo creduto ma sarebbero stati tutti con la bava alla bocca ascoltando una simile menzogna. Una biblioteca in una mano.
Dopo anni e anni, dopo lo sviluppo tecnologico, adesso che una cosa come questa è possibile neanche le biblioteche fisiche hanno degli eBook Reader al loro interno. Sarebbe utile, no? Nelle scuole, ad esempio, ne basterebbero tre o quattro per la consultazione (senza per questo gettare nel bidone tutti i volumi cartacei) e si sarebbero risolti problemi di spazio, di polvere e di soldi. E invece no, nelle biblioteche e nelle scuole non sanno né cosa siano né come si usino questi aggeggi infernali. 

"Ma sono dei tablet?"
"No, cazzo."

Ovviamente in Italia ci dobbiamo scontrare con la scarsa informazione e l'ignoranza, ma di fondo c'è un problema ancora più grande e apparentemente - o attualmente - irrisolvibile, ovvero il costo dei libri digitali. Problema che, come vedremo, riguarda tutta l'Europa. Ecco, gli eBook da noi costano di più e questo non è dovuto solo alle Grandi Case Editrici che cercano di approfittare della nuova tecnologia per spendere meno e guadagnare di più - ed ecco libri in .epub o .pdf che costano tanto quanto o poco meno dei volumi cartacei - ma anche e soprattutto alla legge comunitaria. O meglio all'ignoranza della legge comunitaria. E già, perché noi oltre ad avere l'iva al 4% (in Italia) trattiamo gli eBook come "servizio digitale" (compriamo solo la licenza di lettura) tassata con un'iva del 21 percento (in Italia). VENTUNO. Più di cinque volte tanto. 
Ovviamente quando paesi come la Francia hanno provato ad eliminare tale disparità, si sono dovuti scontrare con la Commissione Europea, che non ha ammesso un abbassamento delle aliquote e ha riportato tutto alla normalità. Insomma: gli eBook non vengono considerati prodotti culturali ma di consumo. Quindi devono constar tanto. Come sempre si cerca di ostacolare in ogni modo la diffusione della cultura che continua ad essere concentrata nelle mani gigantesche delle lobby. La cultura (e l'informazione) sono un nemico, alleati del libero pensiero. Meglio comprare l'ultimo smartphone che un eReader, in fondo e come pecore continuare a pascolare inconsapevoli.

Commenti

  1. Al solito fu precognitivo Borges, a riguardo, con il suo "Libro di sabbia" ;)
    L'Ebook, per le sue grandi potenzialità mi solletica, ma devo fare i conti con la mia bibliofilia tattile ed olfattiva debordante, certo concedermi il lusso di avere la parte più ludica della mia passione in poco spazio ed in fruizione libera da spropositi economici, è forte.
    L'Italietta, anche qui, si dimostra ciò che è :(

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    1. Non capisco ancora che gusto ci sia a sniffare un libro, però almeno non escludi l'idea di affiancare le due cose. Cosa che andrebbe fatta, sostituire la carta sarebbe peccato mortale.

      Comunque non è una situazione solo Italiana (anche se il nostro 21% fa riflettere) ma di tutta sta europa...

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    2. Se tu avessi mai annusato la roba che ho annusato io, capiresti... ;D (Non sto qui a farti l'elenco,e' meglio)
      Ma anche il tatto,credimi,ha la sua parte..In edizioni particolarmente curate la carta e' una componente essenziale del tipo di narrazione. E comunque mi preoccupo dell'italietta perche' mi basterebbe avere un paio di biblioteche universitarie in formato Ebook..

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  2. ma davvero credete a questa storia di sniffare la carta?Io mi son fermato alla colla :-)
    Per il resto credo che tradizione e tecnologia non sian necessariamente ossimori,la tecnologia avanza, (non il progresso), e quindi si devono usare i nuovi mezzi, poi le cose importanti io le prenderei nel formato classico.Però questo ottimo articolo dice anche altre cose e più importanti. Da rifletterci su,tipo tra la vendita di un Chi e il Giornale
    ciao

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  3. Ovvio che, vista la tua professione, tu ne abbia piu' che la nausea da assuefazione....ma condivido la tua linea su "Le cose importanti".
    Solo che ho sempre condotto la via del 'se non e'importante non vale la pena di possederla' ;)

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