La Versione di Barney (di R. J. Lewis, 2010)


Porsi di fronte a un film come La Versione di Barney è complicato. Lo è a prescindere, poiché parliamo di una pellicola tratta da un romanzo (di successo), lo è in questo caso specifico perché il romanzo è uno dei miei preferiti e forse dei più belli dell'ultimo ventennio. Ed è una delle opere letterarie più complesse che abbia avuto il piacere di leggere negli ultimi anni. 

La versione di Mordecai Richler è un romanzo sulla memoria e sulla perdita di memoria. Lo dice il titolo stesso: si tratta delle memorie di chi sta perdendo la memoria, ma il punto di vista rimane assolutamente relativo. La complessità è quindi intrinseca alla trama ma anche metaletteraria (il lettore è portato a mettere in dubbio il punto di vista del narratore in prima persona proprio perché è lui a metterlo in dubbio per primo, mettendo fine tanto all'oggettività quanto alla soggettività del narratore di stampo ottocentesco e novecentesco) e stilistica, tra giochi linguistici, rimandi letterari e diverse sotto-trame che si snodano attraverso la penna di un uomo complicato dalla vita complicata.
Traspositare tale "grandezza" è impossibile perché è una grandezza destinata all'uso della parola e non a quello delle immagini. Quindi, nella sua trasposizione filmica, il giovane regista canadese Richard J. Lewis fa l'unica cosa che era possibile fare e semplifica, lavorando per sottrazione. Gran parte del merito (o delle colpe) in questo va allo sceneggiatore Michael Konyves, ma Lewis riesce a gestire la situazione rinunciando a qualunque pretesa autoriale e facendo quello che il cinema è abituato a fare da decenni: raccontare.

La Versione di Barney, film del 2010, è una commedia romantica che si concentra su uno dei tanti temi del libro (la storia d'amore tra Barney e la sua terza moglie Miriam) ma non rinuncia a tutto il resto: la storia di un uomo che vive di un passato che gli sta pian piano scivolando tra le dita, il giallo della morte del suo migliore amico/rivale Boogie e il biopic di un personaggio dalle mille sfaccettature e i mille volti tutti nascosti dietro un'unica maschera che lo rende monumentale. Il tutto a discapito di una varietà che non si traduce mai in piattezza. 
Ammettiamolo: l'ovvio paragone con l'opera omonima è infelice e chiunque si accosti al film dopo aver letto il romanzo di Richler sarà d'accordo con me. Questo però non significa che il film di Lewis, preso per se stesso, non sia riuscito. Banalotto (o banalizzato), certo. Zuccheroso (rispetto alla scorrettezza del testo originario), ovvio. Ma capace, verso il finale, di prenderti il cuore e di strapparlo, di farlo a pezzi e tutto questo succedeva anche nel libro, anche se con una complessità drammatica superiore. 

E poi c'è Paul Giamatti. Ecco, Giamatti è un genio e sfido chiunque a contraddirmi. Un attore capace di passare da produzioni indipendenti a quelle hollywoodiane senza per questo perdere un grammo della bravura che lo contraddistingue. E Paul Giamatti, in questo film, è Barney. Meno infantile, cattivo e volgare, ma pur sempre Barney. Lo è fisicamente, ne ha preso le sembianze e basta il suo volto sfatto e sconfitto per chiarirlo subito. Del resto Rosamund Pike (bellissima) è Miriam e Dustin Hoffman è Izzy Panofsky. E se rinunci alla forza della narrazione, alla stravaganza linguistica e al citazionismo storico/letterario, i personaggi sono l'ultima cosa che ti rimane e quei personaggi, seppur semplificati, sono nel film. 

E allora ci si chiede: La Versione di Barney è o non è un film riuscito? Lo è, con tutti i suoi difetti, ma non è La Versione di Barney. Non fino in fondo, nonostante l'evidente fedeltà al soggetto. Sarebbe più corretto affermare che è una versione della Versione di Barney. Sarebbe potuto andare peggio, ma sarebbe potuto essere decisamente meglio. Quel che resta è un lungometraggio dignitoso e, se lo si guarda dimenticandosi del romanzo, addirittura buono. Al di là di ogni oggettivo difetto. 


Commenti

  1. Sai che non ho mai voluto vederlo?
    MI irritava solo l'idea che avessero tratto un film dal romanzo di Richler. Però se dici che alla fine il film non è da buttare, posso dargli un'occhiata.

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    1. Tu potresti tranquillamente odiarlo, però c'è Giamatti che nel finale è immenso. Anzi, è immenso sempre.

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  2. Io non ho letto il romanzo, e ho trovato il film più che discreto.
    Giamatti pazzesco davvero.

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    1. Allora te lo consiglio il romanzo, sono sicuro apprezzeresti.

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  3. Recensione azzeccata per forma e misura.Penso esattamente lo stesso di film e libro,fino alle virgole!

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    1. Mi fa piacere, devo ammettere che ero partito prevenuto, col film.

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    2. Io l'ho guardato sei mesi fa per la prima volta.Con tutte le prevenzioni derivate dal fatto che considero Mordecai uno degli autori piu' godibili e sghignazzoni dell'ultimo decennio(ho recuperato e apprezzato al quanto tutte le sue opere..).Ho ringhiato tutta la prima mezz'ora,poi ho capito l'abbandono totale del regista al tentativo di trasporre fedelmente e me la sono goduta. ;)

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    3. Ecco, a me è successa esattamente la stessa cosa con la versione della Versione di Barney :D

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  4. Io avevo amato moltissimo il libro. Il film si limita a raccontare la storia ma si perde tutto l'effetto straniante dell'originale. Tutta la magia.
    Il danno maggiore non è tanto che sia un film come dici giustamente tu banalotto ma è che probabilmente farà passar la voglia di leggere il libro a chi non l'ha letto.

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    1. Non ho mai pensato che un film possa far venire la voglia di leggere un libro a chi non lo ha letto. E se questo fosse possibile credo che critiche come queste non siano un deterrente. Poi io consiglio il romanzo a chiunque non l'abbia letto e il libro a chi volesse passare un paio d'ore con una commedia godibile. Il paragone ovviamente è impietoso.

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  5. mi segno sia il libro che il film. Giamatti,io ci metto anche Tucci, fa parte di quel gruppo di attori che saprebbero rendere entusiasmante anche la conta delle pecore,l'elenco telefonico, un grandissimo

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    1. Ti consiglio prima il libro, allora...

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    2. Ok,lo cerco in biblioteca

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