Pacific Rim (di Guillermo del Toro, 2013)


Io sono una persona cresciuta a pane e cartoni animati. Uno di quelli che da bambino, durante la colazione o subito dopo pranzo, accendeva la TV e ci trovava sopra roba come Ken il Guerriero, Dragon Ball, Lady Oscar e i Cavalieri dello Zodiaco. Chiunque sia nato tra la seconda metà degli anni '70 e la prima degli '80 sa benissimo di cosa parlo. Tra i vari cartoni animati c'erano i mecha, robottoni che combattevano contro gli alieni malvagi per difendere la terra, i vari Mazinga Z, Grande Mazinga, Goldrake e Jeeg Robot d'Acciaio. Allo stesso modo sono uno di quelli che è cresciuto divorando libri come Ventimila Leghe Sotto i Mari, i romanzi di Lovecraft o Viaggio al Centro della Terra e che, di conseguenza, ha fatto incetta di sci-film e pellicole piene di mostri acquatici, bestie assassine e simili. Sono cresciuto così, questo è stato il mio background immaginario per tanto, tanto tempo.

Poi, a un certo punto, arriva la notizia che Guillermo del Toro sta preparando un nuovo film. E gli hanno levato Lo Hobbit, e non gli hanno fatto fare Le Montagne della Follia ma lui, nonostante tutto, ha trovato un altro buon motivo per tornare dietro la macchina da presa, motivo riassumibile con la semplice frase "robottoni contro mostri giganti".

I kaiju hanno iniziato ad attaccare il pianeta terra dalle profondità marine, scivolando dalla loro alla nostra dimensione per mezzo di un portale sul fondo del Pacifico. L'unica speranza per il genere umano sono i Jaegers, robottoni antropomorfi guidati da piloti in connessione neurale. Ma basteranno queste potentissime macchine a fermare l'invasione aliena?


Pacific Rim, nel bene o nel male, è un film di fantascienza mastodontico. Anzi, dirò di più: Pacific Rim è un film di fantascienza mitico perché si rifà a quel mito secondo cui un giorno le diversità, i conflitti e le individualità verranno messe da parte per il bene comune quando l'umanità sarà sull'orlo dell'estinzione. E a difendere questo bene comune saranno esseri altrettanto mitici, pronti a prendere a calci in culo gli invasori alieni che vorranno conquistare il nostro mondo. Un mito che Pacific Rim mette in scena attraverso un'estetica pop e una costruzione maniacale dell'azione, credibile seppur incredibile. Il tutto ritratto dalla livida fotografia del fido Guillermo Navarro. Ripeto: robottoni contro mostri giganti, di questo si tratta e quindi, Pacific Rim vuole essere solo questo: grosse e grasse mazzate tra giganti meccanici e creature mostruose rese come mai prima d'ora. Non importa che quando queste non ci sono si arrivi al ridicolo con dialoghi sciocchi e battute stupide. Il film piacerà a chi ama questo tipo di cinema, ai nerd e ai nostalgici di una poetica ormai passata di moda. Probabilmente a molti di quelli nati tra gli anni '70 e gli '80.

Del Toro fa quel che altri non sono riusciti a fare prima, dimostra quanto poco contino gli effetti speciali se sei un'incapace dietro la macchina da presa. In Pacific Rim si sono messe a servizio del progetto ben sette industrie del settore, tra cui la storica Light & Magic. Una cosa immensa quanto Kaiji e Jeagers, che fa capire quanta importanza abbiano avuto nell'opera di del Toro un certo tipo di effetti meccanici affiancati alla CGI. Tutto è curato nei minimi dettagli, dalle tutine dei piloti alle basi governative, alle città pre e post distruzione. Niente è lasciato al caso compreso il background dei personaggi, tutto è pensato e reso visivamente nei dettagli. E se alle spalle di un lavoro del genere metti seri professionisti e un regista che sa fare il proprio mestiere, il risultato è scontato.


Dimenticatevi i Michael Bay, Snyder o Emmerich. Qui siamo su un livello del tutto differente, di molto superiore alla media. Ve ne accorgereste se guardaste i combattimenti: in Pacific Rim la camera non stringe, propone uno sguardo chiaro su tutto quel che succede e questo perché ogni "coreografia" è chiara, ben realizzata. Non c'è nulla da nascondere come in un Transformers qualsiasi. Ed è qui la differenza tra un bel film e un qualunque film mediocre.

Ci si ispira agli anime di Go Nagai e al più moderno Neon Genesis Evangelion, passando per i film su Godzilla e altri monster-movie. Si riporta in auge un'epica dell'eroe tanto cara al cinema hollywoodiano degli anni d'oro o ai comics americani. (Super)uomini che danno importanza alla vita umana e scatenano tutta la loro potenza solo quando i civili sono al sicuro nei loro rifugi. Pacific Rim è un film dove i buoni si sacrificano per l'umanità e non sono solo gli eroi dark e schizofrenici alla Nolan.
Eppure c'è qualcosa che non mi ha convinto e che mi ha lasciato piuttosto freddo, a partire da una prima parte piuttosto piatta. Manca un nonsocchè di umanamente epico, la forza del dramma e della comicità. Manca il pathos se non in due scene: quella iniziale e quella della bambina, un flashback meta-cinematografico che rivoluziona lo stesso significato del termine. Si sa già come le cose andranno a finire, chi sarà a perdere la vita e chi a vincere eroicamente salvando l'umanità. Sì sa chi sarà a prendersi la ragazza. Ma non c'è commozione di fronte alle scelte di questi personaggi stereotipati, non ci si sorprende. Non importa, alla fine le cose che più contano dopo i bellissimi combattimenti e le scene d'azione sono il personaggio interpretato da Ron Perlman e le bellissime musiche di Ramin Djawadi. Solo quelle valgono il prezzo del biglietto.


Commenti

  1. Piaciuto un botto! ottima analisi, soprattutto sulla definizione che specifica cosa rende un regista bravo e cosa no.
    Io invece ci ho trovato molto cuore e passione, e questo è bastato a farmelo amare!

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    1. Ho letto il tuo post è alla fin fine trovi molti dei difetti che trovo io. Solo che a te non danno fastidio, a me sì. Però lo spettacolo resta godibilissimo dal punto di vista action.

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  2. Davanti alle scene con la bambina ho pianto come un vitello.
    Per il resto posso solo dire: tanta, tantissima roBBa. E lo dice una a cui non frega una mazza né di mostri né di robot XD

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    1. La scena della bambina è la tipica scena alla Ciccio del Toro. Quindi è bellissima. Il resto è ottimo quando ci sono di mezzo le mazzate, meno il resto ma alla fine era quello che contava quindi va bene così. Ma a te è piaciuto?

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    2. Considerato che sono rimasta a bocca aperta come un'idiota per più di due ore direi di sì.
      Più che altro per la prima volta dopo anni sono riuscita a stupirmi per quello che il cinema può MOSTRARE e creare, non so come dire.
      Per il resto non mi sento di urlare al miracolo anche perché diciamo che ogni risvolto della trama era telefonato e il 90% dei dialoghi da schiaffoni, ma non contava quello alla fine, no? :P

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    3. No, contavano le mazzate :D però io ho bisogno anche del pathos, uffa.

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  3. Certo i film di Godzilla e i cartoon hanno segnato la nostra infanzia. Credo che per una volta cederò alla Nostalgia, motore che muove le leve di spettatori e commentatori,perchè io vado ancora matto per Goldrake eh!

    Per il resto , aspetto che il buon Gullermo mi diriga un altro Labirinto del Fauno.
    Sabato comunque lo guardo e poi scrivo la recensione.
    Ciao!

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    1. Non so quanto ne potrai essere entusiasta ma sono curioso di leggerti a riguardo. Buona visione ;)

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  4. Sono andato a letto contemporaneamente con J.Connely, Megan Fox e R.Dowson, che mi hanno pure applaudito estatiche alla fine...
    PERO'certo che la Connely è parecchio flaccidina, le mani di Megan non si possono guardare e la Rosario mi è un po' calata sul finale...

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    1. Ho capito l'antifona ma io, come ho detto, ho bisogno del pathos. Con questo non voglio dire che non mi sia piaciuto, anzi, ma manca qualcosa per farlo diventare un mio cult personale.

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    2. Ma io sono del tuo stesso identico avviso. E la metafora calzava realisticamente a pennello! :)
      Tutto vero.

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    3. Certo che molti registi dovrebbero andare a scuola di Ciccio del Toro e imparare, soprattutto i super pagati che ho citato!

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    4. Sacrosanto come una Pila di TestiSacri a tua scelta!

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    5. No. Non recensisco cose dilettevoli e prive di altri commenti logicamente fattibili a parte "OHCAZZO"" e "MAMMAMIA" ;)
      (L'unica analisi che potevo postare è quella che ti ho messo nel primo commento)
      In più sono mostruosamente in ritardo con l'ultima lunghissima parte della prima fatica bollywoddiana in cui mi stò cimentando e il primario è incazzato.

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  5. Come sai, io ci ho visto tanto cuore in questo film, ma è ovviamente tutto rivolto verso le scene di combattimento e la creazione di un immaginario, sicuramente derivativo, ma per la prima volta messo tutto sullo schermo.
    Ed è questa estetica che rende Pacific Rim un film, a mio avviso, molto emozionante.
    Però i difetti di cui tu parli sono reali.

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    1. Come ti avevo detto a me manca quell'epica umana che, a pensarci bene, c'è anche nei cartoon di Go Nagai o in Evangelion. Il cuore c'è, si vede che del Toro ama il proprio lavoro e ha determinate ispirazioni genuine. Ho provato esaltazione e divertimento ma non quel dolore misto a piacere che ti fa capire di esserti innamorato.

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  6. Ok, io sono una delle 5 o 6 persone che ancora non l'ha visto, ma Del Toro è riuscito ad affascinare e incuriosire pure me, e a me i robottoni e i mostroni hanno sempre lasciato completamente indifferente!

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    1. Allora vai a vedere e rendici partecipi :D

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    2. Mari, già che ci rendi partecipi, riusciresti poi a farlo con un font che non faccia sputare i bulbi oculari fuori dalla scatola cranica? Giuro, ho provato a leggerti ed alla sesta riga sono finito carponi a cercarmeli in giro sul pavimento.
      Che è un peccato perchè mi pari scrivere bene.

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    3. Ciao Giocher, è la seconda volta che rispondi a un mio commento qui da Frank e mi pare di capire che non ti sto molto simpatica. Mi dispiace, magari più avanti valuterò di cambiare font, ma per il mio momento quello attuale mi piace, se mi verrà fatta questa critica una seconda volta allora ci penserò sul serio!:) Ma grazie per il complimento finale!

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  7. L'hype cresce, non l'ho ancora visto. Spero di rimediare in questi giorni.

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    1. Ford, vai che a te picerà senza se e senza ma, ne sono convinto

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  8. visto ieri sera in 3 D assieme ai miei figli che si sono esaltati come poche volte ( e anche il padre non è stato da meno). Le cose che mi ha portato questo film sono un vagone di ricordi ( perchè i film di Godzilla di Honda li ho conosciuti all'oratorio dopo la messa domenicale delle 9 e 30) e tanto Jeeg robot d'acciao!

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    1. Credo che i tuoi filgi ricorderanno per sempre questo momento. E un po' io li invidio (quanto vorrei tornare bambino :P )

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  9. Ne parlerò nei prossimi giorni, mi ha fatto tornare bambino in alcuni momenti, per il resto me le ha scartavetrate.

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    1. Curioso di leggerti quando ne scriverai, allora...

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