Stoker (di Park Chan-wook, 2013)


Quando mi sono posto di fronte a Stoker, devo ammetterlo, ero pervaso dal dubbio: troppa gente ne aveva parlato così male che quasi mi era venuta voglia di non vederlo più. Per fortuna, però, io concedo sempre a un autore che mi piace il beneficio del dubbio quindi, dopo aver pensato "perché no", il film l'ho visto e la mia reazione a caldo è stata: "'sti cazzi!". Ma andiamo con ordine.

L'ultimo film di Park Chan-wook, il primo in terra americana, è stato bersaglio di molte critiche neanche tanto bislacche. Un film su commissione, scritto da Wentworth Miller (sì, quello di Prison Break) e prodotto da Ridley Scott, che è stato accusato di essere freddo, una confezione di lusso che nasconde al suo interno il vuoto cosmico. Colpa dei meccanismi hollywoodiani che appiattiscono i contenuti e spettacolarizzano la forma? Bisognerebbe chiedersi allora quand'è che Hollywood fa la parte del lupo cattivo e quando invece torna a essere la fabbrica dei sogni culla di registi talentuosi e mostri sacri dietro la macchina da presa. 

Dietro la macchina da presa. Park Chan-wook, dietro la macchina da presa, resta comunque Park Chan-wook, questa volta regista ma non autore. E si vede che Stoker è un film di Park Chan-wook, la cosa è lapalissiana. 


Effettivamente non c'è nulla di nuovo nella storia di India Stoker, ragazza che dopo la morte violenta del padre si ritrova in casa uno zio di cui non ha mai sentito parlare. Charlie Stoker è un uomo affascinante, ma sembra intenzionato a concupire la neo vedova Evelyn Stoker oltre a sembrare implicato in alcune misteriose sparizioni. Una storia dai risvolti hitchcockiani, ma capisco bene che la patina da thriller dietro cui si nasconde il film è solo una facciata: la storia è effettivamente inconsistente, sembra più che a Park interessi la crisi della famiglia borghese occidentale, osservata con sguardo distaccato e freddo, quasi fosse una cosa aliena.

Vuoto e freddo. Mi sono rimaste impresse queste due parole: vuoto e freddo. Mentre lo guardavo ho trovato il film tutt'altro che vuoto e freddo. Sono strano io? Può darsi. E se posso dar per vero che la storia è inconsistente e il thrilling privo di phatos, non trovo Stoker un film privo di contenuti. Quanto a freddo, lo è come lo sguardo di un uomo che proviene da un altro continente e un'altra cultura. Se in questo caso per freddo si intente uno sguardo asettico, chirurgico, è vero. Altrimenti le immagini sono così belle, calde e affilate da penetrare tanto negli occhi quanto nel cuore dello spettatore. Prendiamo la scena delle lettere, ad esempio. O quella della macchina. Prendiamo la fotografia di Chung-hoon Chung e la ricercatezza delle inquadrature di un regista che è sempre stato barocco. Tutto perfetto e studiato. Prendiamo la colonna sonora di Clint MansellPhilip Glass. Prendiamo la ricostruzione soggettiva degli eventi, ognuno raccontato attraverso gli occhi o i ricordi dei personaggi. O l'oggettiva messa in scena della più bella scena di sesso della storia del cinema, quella in cui India e zio Charlie suonano il pianoforte. Sinceramente non riesco a capire come tutte queste cose possano lasciar lo spettatore distaccato.


C'era chi si sarebbe aspettato qualcosa in linea con i capolavori di Park Chan-wook, da Mr. Vendetta a Old Boy. Ma Stoker è un film al di fuori dalla continuità filologica della filmografia del regista: è un film su commissione, diciamolo ancora una volta. Quindi è vero, aspettarsi il coreano come avevamo imparato a conoscerlo può lasciare delusi. Come è vero che questo film può benissimo non piacere, lasciare distanti e distaccati. Ma i difetti sono debito di una sceneggiatura mal costruita, non di un regista che l'ha tradotta in bellissime immagini. La formalizzazione di un'estetica che ha lasciato con l'amaro in bocca anche nel suo precedente lavoro, Thirst, che io ho adorato.
Stoker potrebbe benissimo essere solo la storia di una ragazza i cui istinti in letargo si risvegliano improvvisamente con la vicinanza di un personaggio affine, complementare a lei. Eros e Thanatos. India che si masturba sotto la doccia e ci racconta la storia di un omicidio. India che, novella cenerentola, indossa scarpe col tacco e diventa finalmente adulta. India e il sangue, India la cacciatrice, India che, finalmente fuori dalla prigione autistica in cui era (stata) rinchiusa, è libera di essere se stessa. Libertà che ci viene racconta con questo brano qui, di Emily Wells.

Se c'è qualcosa che davvero non mi è piaciuta del film, questa è Nicole Kidman. Un personaggio, il suo, scritto male e che lei usa per gigioneggiare troppo. Una Kidman imbolsita e sfigurata dalle troppe plastiche facciali. Di ben altra caratura si dimostrano invece l'eterea Mia Wasikowska e un Matthew Goode inquietante come poche cose al mondo. Certo, c'è da dire che gli americani tendono a fissare dei confini che è impossibile valicare, che tendono ad edulcorare e a livellare fino all'appiattimento, certe volte. Ma chi è che dirige? Chan-wook, quello della violenza estrema fisica e psicologica. Sì, e visto che si tratta di un Chan-wook trattenuto allora la violenza deve essere giocata sul filo del rasoio, stare lì per essere intuita e crescere fino all'esplosione finale che non gli poteva essere negata. 
E allora "bang", colpito nel profondo. Posso fare finta che abbiano ragione gli altri e che questo film sia la delusione dell'anno? No, non posso. Sti cazzi!



Commenti

  1. figuriamoci se non ti piaceva 'sta schifezzina...

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    1. Io più che altro non capisco come possa essere considerata una schifezzina, si tende a dividere tutto in "bellissimo" e "bruttissimo" quando ci sono un sacco di cose tra questi due estremi.

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  2. Mi ha incantata, la tua recensione ha messo alla luce tanti particolari che hanno reso per me questo film un cult, non si può rimanere distaccati e freddi davanti a tutta questa storia, davvero sublime questo film. E neanche a me la Kidman mi ha fatto tutto questo effetto.

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    1. Grazie, ho cercato di portare alla luce tutti i motivi per cui questo film mi è piaciuto. E finalmente qualcuno mi appoggia sulla Kidman ;)

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  3. D'accordo con tutto, come sai, tranne che con Nicole. Bravissima, il personaggio migliore e più difficile da interpretare se l'è beccato lei ed era dai tempi di The Others che non mi entusiasmava così!
    E ribadisco... sti cazzi!

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    1. Sinceramente Nicoletta mi è stata sulle palle da subito, l'ho mal sopportata. Forse perché il suo personaggio è stato scritto con i piedi, chissà

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    2. Io sono dalla tua parte, ovvero anche a me il film è piaciuto...tuttavia non mi è dispiaciuta la Kidman che per via della sua immobilità facciale l'ho trovata molto adatta per il ruolo di Evelyn: donna freddissima, egoista ed egocentrica...

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    3. MA la Kidman bisogna dire che recita nel ruolo di un pessimo personaggio, scritto con i piedi...

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  4. Come sai io l'ho bastonato per bene: un film vuoto che mi ha dato l'impressione di essere solo confezione, ben lontano dai filmoni dell'inizio della carriera di Park.

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    1. Io posso capire che non piaccia. Ma il cinema è soprattutto immagine e se le immagini sanno creare emozioni perché considerarla una cosa secondaria? Si può guardare qualcosa anche senza capirla e la si può amare alla follia.

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  5. a me ha deluso, certo non è brutto perchè come dici tu si vede benissimo che c'è Park dietro la macchina da presa, però per il resto a parte la forma c'è ben poco...giusto qualche sprazzo...

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    1. Dando per assodato che la sceneggiatura è scritta da cani e che la storia raccontata, dal punto di vista "narrativo", non è nulla di che, ma io vorrei sapere (senza far polemica) cosa sarebbe questo poco che c'è oltre la forma.
      Tra l'altro ricopio una cosa che ho scritto in altra sede: "per me un film non è solo sceneggiatura. C'è una colonna sonora perfetta, una fotografia magnifica, la regia è di livello e ci sono momenti magnifici. L'ha scritto un incapace, ma è comunque un film su commissione. Non capisco (e lo dico senza polemica) perchè bisogna giudicare un film solo per come è scritto.
      Sono d'accordissimo che la sceneggiatura sia importantissima. Ma non credo che giudicata quella sia giudicato tutto il film. E allora bisogna fare una media di quel che va e quello che non va. Se voglio semplicemente una bella storia e soprattutto ben scritta mi leggo un romanzo. E anche lì si potrebbe dire che un romanzo con alla base un'idea pessima può diventare bello se scritto nel modo giusto. Io quando guardo un film devo essere affascinato dalle immagini e da come vengono montate, arrivo a commuovermi per una bella sequenza con un'ottima fotografia e una determinata colonna sonora (la scena del duetto al pianoforte è la più bella scena di sesso di sempre). Ovviamente è un mio modo di concepire il cinema. Se poi la "sceneggiatura" è scritta con i piedi non posso non tenerne conto.

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  6. Premesso che il Parcheggio del Supermercato,alla regia, io l'ho sempre considerato sopravvalautato e *ppunto, vuoto, capace di fare vuote confezioni stilemiche, e ammesso che questa sua ultima fatica hollywoddiana non la vedro' sicuramente.Dico solo che chi si e' scagliato contro questo film l'ha fatto senza adeguate motivazioni o analisi degne di una recensione,di cio' che ho letto fin'ora.
    Quindi tendo a fidarmi piu' del tuo giudizio,per come e' stato formulato.

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    1. Io credo che in determinati casi un film piaccia per la concezione di cinema che si ha. Questo dopo aver assodato i pregi e i difetti. Comunque ti rimando alla risposta che ho dato a Bradipo. Comunque grazie Giocher, io ormai aspetto sempre i tuoi commenti, sia quando siamo d'accordo (quasi mai), sia quando non lo siamo (quasi sempre)

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    2. La cosa che mi piace di più è che le argomentazioni, i costrutti e i principi che usi per commentare il cinema e non solo, mi sono estremamente affini.Lo avrai notato leggendo le cose che scrivo io.
      Solo che poi i gusti sono estremamente diversi,e le conclusioni a cui si arriva con un ragionamento analogo sono spesso opposte.
      Questo: Questo è il cinema, per chi sa gustarselo senz apolemiche ed in apertura mentale.

      Ma tornando a cose più serie e che mettono d'accordo tutti i VERI INTENDITORI ESPERTI CINEFILI....Domani sera fila centrale posto centrale red carpet primissimavisione c'hoggiàunerezione formatoTorre di Tokyio....P A C I F I C R I M.

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    3. Questo è ovvio, io ho già prenotato. Che se non mi piace do fuoco al cinema.

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    4. Non mi dovesse piacere credo che prenderei fuoco io per le aspettative di un anno collassate.
      Ma ho una sicurezza in piu': ieri una bimba di 5 anni del tutto digiuna da film del genere ha visto per sbaglio il trailer in mia presenza e ne era entusiasta.
      L'approccio e' e deve rimanere quello.

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    5. Dici che al massimo ci consoleremo guardando in loop il trailer?

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    6. Naaa: dico che il dubbio che le scene meglio fossero state impiegate per i 5 trailer ufficiali e' stato fugato dai commenti di chi ha visto l'anteprima.Quasi 3/4 del film PARE siano composti dai combattimenti,in culo a trama,sottotrama ecc...Quindi e' gia' a posto cosi. (Spero tu abbia la possibilita' di scegliere il 2D,perche' il 3 e' l'usuale pacco oscurante)

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    7. No, sono stato paccato e da me c'è solo in treddì. Che costa di più, altrimenti nemmeno lo facevano...

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