[Recensione] I Sogni Segreti di Walter Mitty (di Ben Stiller, 2013)


Alla fin fine quando vai al cinema senza aspettarti nulla e poi ti ritrovi davanti pellicole di una certa bellezza, realizzi che davvero quella cinematografica è una macchina dei sogni. Io è per esperienze come quella che mi ha fatto provare un film come I Sogni Segreti di Walter Mitty che vado ancora in sala, pur sapendo che l'industria è costantemente sul punto di arenarsi, ternuta a galla da ingranaggi oleati dai soldi. E allora quando l'alchimia è perfetta (solo in quel caso) metti in secondo piano certe cose che proprio non vanno e ti concentri su tutto il resto. Non è mai uno sforzo, quando la pellicola funziona. Viene naturale. Ecco, io al cinema non è che mi aspettassi tantissimo da un film diretto e interpretato da Ben Stiller (su sceneggiatura di Steve Conrad). Quindi immaginate la mia sorpresa di fronte un film che ha il potere, nonostante tutte le sue ovvietà e i suoi trucchetti, di intrappolarti al suo interno. Ecco perché questa recensione avrà toni entusiastici. Ecco perché la loderò a tal punto che sembrerà non abbia nessun difetto. Perché questa è una di quelle recensioni scritte "di pancia". Che vi piaccia o no!

Walter Mitty è un sognatore un po' strambo che lavora allo sviluppo foto della rivista Life. Nel tempo libero fa sogni di gloria, ma deve entrare in azione quando un importante negativo scompare. Si tratta del capolavoro di Sean O'Connell, importante fotografo freelance, destinato all'ultima copertina della rivista.


Sogni ad occhi aperti. Immaginare di fare cose che mai e poi mai metteremmo in atto. Esagerare. Diventare una sorta di super eroe, dire la parola giusta al momento giusto, reinventare la propria esistenza sulla base di un desiderio o una speranza. Scrivere, dirigere e interpretare il proprio personalissimo film, uno di quelli che scorre solo sulle pareti della tua mente. Il cuore è la MDP. E rimanersene lì, impalati, impegnati ad assaporare quel sogno. A quanti di noi NON è successo? Penso a nessuno, almeno una volta nella vita. Ecco, a Walter Mitty questo succede spesso. Quasi sempre. Perché Walter non è un uomo d'azione. Anzi, nella sua vita ha smesso di agire quando la realtà, con tutta la sua potenza e la sua crudeltà, è irrotta nella sua vita. Walter è una persona che aveva tanti sogni e li ha dovuti chiudere nel cassetto per sopravvivere. Per non soccombere. Solo che, a un certo punto, Mitty deve fare i conti con la vita che non ha vissuto. Perché la vita continua a scorrere, che tu ci sia dentro oppure no, e può capitare che irrompa nella tua esistenza costringendoti a prendere determinate decisioni.


Allora di che parla questo film? Di un uomo comune, uno dei tanti. Solo un po' più strano del solito. La gente non comprende mai la diversità. Pretende che tutto sia sempre uguale al tutto, imprigionato in una sorta di mediocrità che ci rende tutti uguali. Il fatto è che il protagonista interpretato da Ben Stiller non è mai normale. Anche quando sembrerebbe sotto gli standard comuni, ha un mondo interiore che pulsa e pretende il proprio spazio. Uno spazio che Walter non gli può dare, mancando di coraggio. Poi, a un certo punto, è costretto a cambiare le carte in tavola. Il motivo è lo stesso che lo ha spinto ad una vita di rimpiani e di sogni irrealizzabili: sopravvivere. Per sopravvivere, ad un certo punto, Walter deve gettarsi in una vita fuori dal comune (che poi è la vita, quella vera) immergersi nel mondo e nella natura alla ricerca di Sean O'Connell (interpretato da un mangifico Sean Penn) ma anche alla ricerca di se stesso, di quel se stesso sepolto dal dolore della perdita e delle responsabilità. 


Quindi I Sogni Segreti di Walter Mitty è un film che parla di noi. Che parla di quello che potremmo essere e di quello che non saremo mai. E per farlo mette in scena sequenze mozzafiato, molte in cgi, chiede in prestito alla natura la sua bellezza più selvaggia impressa dalla fotografia di Stuart Dryburgh, fonde ironia e dramma, commedia (quella un po' sfigata di Ben Stiller), romanticismo e cinema d'azione tendendo verso l'autorialità. Chiede aiuto alla bella semplicità di Kristen Wiig, alla cattiveria antipatica di Adam Scott e a David Bowie con la sua Space Oddity, e solo questo basterebbe ad esaltare. E parla di una cosa di cui nessuno parla più: tutti noi, facendo quello che facciamo, essendo quello che siamo, facciamo parte di quella gran cosa chiamata vita. Che non si ferma mai, si evolve, cambia e fa male, cazzo se fa male. Anche il più piccolo dei nostri movimenti può sconvolgere il mondo. Tramutarlo in qualcosa di meraviglioso o di terribile. E la bellezza, quella vera, è lì dove nessuno guarda mai. E lì dove nessuno la cerca. 

Tratto dal racconto The Secret Life of Walter Mitty, scritto da James Thurber nel 1939, I Sogni Segreti di Walter Mitty è il remake della pellicola Sogni proibiti (1947), di Norman Z. McLeod. Non ho mai visto il film del '47 ma questo senza dubbio è un gioiello. Perché non è più così facile ridere, stupirsi e commuoversi, al cinema. Ed è ancora più bello quando non te lo aspetti. Ancora più bello quando lo fai con la persona che ami. E va bene così, almeno per un altro po'.

Commenti

  1. Film che amo profondamente e con tre momenti di assoluta commozione, (quando all'inizio riceve il pacco,quando immagina la sua bella che canta space oddity e il finale),splendido .
    Bella recensione !

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    1. Grazie. C'è da dire che ha una marea di difetti di cui però, questa volta, ho deiso di non parlare :)

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  2. Ho visto il trailer al cinema, ho visto Ben Stiller e ho pensato che mi avrebbe fatto pietà. Il trailer è talmente interessante che mi aveva quasi comprata, tu mi hai convinta definitivamente!

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    1. Per correttezza lo ripeto: ha una marea di difetti questo film, alcuni veramente grandi. Ma è un gioiello umorale, la possibilità di sognare un po' e di lasciarsi andare. Guardalo, poi fammi sapere

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    2. per capire, quali sarebbero questi difetti, alcuni dei quali veramente grandi?

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    3. Sospensione dell'incredulità difficilissima e per fini narrativi, non comici. Un'evoluzione del personaggio improbabile e in tempi troppo brevi. Il tentativo di commuovere a tutti i costi.

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    4. Grazie della tua risposta. Non capisco bene cosa intendi con "Sospensione dell'incredulità difficilissima e per fini narrativi, non comici.".
      Riguardo gli altri due errori (che in totale farebbero tre, e non direi "una marea") avrei da obiettare:
      Evoluzione del personaggio in tempi assolutamente non brevi e del tutto probabile.
      Walter Mitty è un uomo di anni 45 (ipotizzo), che per tutta la durata della sua vita non ha fatto altro che svegliarsi, andare a lavorare e tornare a casa.
      Il film è, oltre a tante altre cose, un inno alla vita, un inno a prendere in mano le redini della propria esistenza e a lottare per fare qualcosa di veramente sensazionale che, in senso figurato, può essere un viaggio su un vulcano e, in senso meno lato e più stretto, smettere di lasciarsi vivere e iniziare a essere protagonista dei propri giorni. Fare, conoscere, provare emozioni. Smettere di sognare a occhi aperti, agire.
      Quindi l'evoluzione del personaggio è probabilissima ed è un invito per tutti i gli spettatori.
      Riguardo le tempistiche beh... dopo 40 anni, e più, di vita vissuta, Walter cambia. Non mi sembra poi così repentino questo cambiamento.
      Dici... dopo 40 anni cambia in così poco tempo? Se è questo il discorso, non mi sembra ci si debba focalizzare sulla tempistica, quanto sul motivo che spinge tale cambiamento. Walter prende consapevolezza di cosa sia in realtà la sua vita grazie a due eventi:
      1) il crollo dell'ambiente lavorativo (quindi della sua stessa vita)
      2) l'entrata in scena di una persona (donna, in questo caso) e di un nuovo sentimento (amore, in questo caso).

      Per quanto riguarda il disperato tentativo di commuovere, non sono assolutamente d'accordo.
      Alla fine del film Walter Mitty non riuscirà a conquistare la sua bella, ma non importa. Il film ce lo presenta all'inizio come un perdente deriso da tutti, e alla fine come un vincente che è finalmente felice di se stesso. Poco importa se non riuscirà a conquistare la sua amata, e ci si emoziona per quel famigerato "negativo 25", ma l'obiettivo non era certo quello di far scenedere la lacrimuccia che, credo, sia scesa davvero allo 0,1% del pubblico. Decimale più, decimale meno.

      Sostanzialmente, comunque, un grandissimo film.

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    5. Nel senso che, poiché parliamo di un film che alterna reale e irreale/sogno, poi nella parte reale sfida la sospensione dell'incredulità dello spettatore: il protagonista fa cosa che non riuscirebbe mai a fare e non per suscitare larisata nelle scene comiche, ma perché altrimenti il film non andrebbe avanti. Anche l'evoluzione del personaggio è troppo immediata: da personaggio incapace ad agire, Mitty si trasforma in un action man tutto in una volta. Anche questo per neccessità di trama. Persino il finale consolatorio è consolatorio. Anche la storia d'amore rimane sospesa (poi magari ricordo male, l'ho visto a gennaio). E nel tentetivo di consolare cerca di far scappare la lacrima (a me è successo).
      Tutto ciò non toglie che si tratit di un film molto bello che ti afferra e ti fa provare emozioni incredibili. O almeno, a me è successo così e, da quanto leggo, è successo anche a te. Solo che non siamo tutti uguali quindi meglio dire quali sono le cose che "non vanno".

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    6. Continuo a non essere d'accordo:
      ovviamente il film si presta a diverse interpretazioni, sia dei suoi significati che della sua sceneggiatura. Per esempio io non penso assolutamente che Walter faccia quello che vediamo, ma che quello che vediamo siano semplicemente dei suoi viaggi mentali (chiaramente metaforici); dunque non diventa assolutamente un action man realmente, nè tantomeno gira mezza Groenlandia in skate o combatte a mani nude con uno squalo. Sono semplicemente convinto che non prende neanche l'aereo. Sono tutti viaggi mentali e metafore, che lo portano a vivere la sua vità. (Anche perchè ovviamente Sean Penn non avrebbe potuto scattare il 25 che ritrae Walter alla ricerca proprio del 25, giusto? E' tutto una metafora, non c'è nulla di vero.)
      A memoria, anche io l'ho visto al cinema e poi non l'ho più visto, la storia d'amore non rimane sospesa, ma si chiude. Lei torna con il suo ex, dunque Walter rimane solo.
      Ripeto: qualsiasi film ci mostra fatti per necessità di trama, ma quando di fondo abbiamo dei significati e dei messaggi così profondi, e quando il film è così pieno di metafore, per me è fantastico.

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    7. Secondo la tua lettura sì, quelle mie critiche nbon avrebbero senso. Però verrebbe meno anche il senso del film stesso e il film stesso nno darebbe nessuna reale indicazione a tal proposito se non un piccolo indizio nel finale (ammesso che quella foto sia stata scattata mentre Walter la cercava, che non è detto). Quindi per me il film scadrebbe in maniera vertiginosa e preferisco un film imperfetto ma veramente molto bello (per capirci, da 1 a 10 per me è un 8). Che poi alla fine i nostri pareri convergono: significati e dei messaggi profondi

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  3. Bella recensione davvero. Mi ha fatto tornare la curiosità di vederlo.

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    1. Vedilo, a te sono convinto piacerebbe tanto quanto è piaciuto a me!

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    2. Visto stasera. Confermo in pieno. Molto, molto bello.

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    3. Ero sicuro a te sarebbe piaciuto...

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  4. Sono difetti a cui si può soprassedere (è verissimo che ci sono), ma il fatto è che Stiller ha realizzato un film empatico ed entusiasmante, riflessivo quanto basta e onesto. Soprattutto onesto. Io sono tra quelle a cui sta simpaticissimo, gli voglio bene. Ma non mi aspettavo mi prendesse così, sono uscita dalla sala piena di gioia e scusate se è poco, di questi tempi.
    Comunque la scena top è quella dell'elicottero, stupidissima, lo so, ma io sono muorta XD

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  5. wow...mi hai decisamente incuriosito...credevo fosse una di quelle cose melense e sonnacchiose e invece...

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    1. Credevo anche io ma mi sono ricreduto non appena iniziato il film ;)

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