Poltergeist, il remake (inutile) 2015


E in fase di recuperi non poteva mancare l'horror schifezza con cui concludere la settimana. Perché da solo, in una delle sere più calde della mia vita, non potevo esimermi dal vedere qualcosa che mi facesse ribollire il sangue nelle vene... per la rabbia!
E così, conscio del fatto che fosse una cagata, anche io ho guardato Poltergeist, il remake (2015) diretto da Gil Kenan e prodotto da Sam Raimi. Pentendomene amaramente. Massì, facciamoci del male, è questo il periodo adatto!

Non mi metterò a raccontare la trama, se non la conoscete è un problema vostro: Poltergeist è un classico della cinematografia horror mondiale e almeno per sentito dire tutti dovrebbero conoscerlo. Un film (quello originale) uscito nel 1982, diretto da Tobe Hooper su sceneggiatura di Steven Spielberg, anche produttore. E infatti il film era di Spielberg più che di Hooper, un regista che nel corso degli anni ha dimostrato tutti i suoi limiti e che in Demoniache Presenze ci metteva solo qualche intuizione visiva lasciando nelle mani del suo più famoso e talentuoso collega una pellicola che da horror diveniva fantastica: due opposti che si compensavano, uno spingendo sul gore e sulla paura, l'altro sulla sorpresa e sulla storia un po' per famiglie.
Ora, lo dico subito a scanso di equivoci: per me l'originale Poltergeist non è un grandissimo film ma solo un buon film con molti difetti ma che ha il pregio di funzionare alla perfezione e di stupire ancora oggi. Mentre il suo remake fa schifo e basta. Punto.


Perché fa schifo? Perché non c'è una cosa dico una che funzioni. Da un lato Kenana o Raimi o chi per loro (la sceneggiatura è di David Lindsay-Abaire) prova a fare l'ennesimo film fotocopia sulle case infestate, quel tipo di film che farebbe James Wan ma meglio, quel tipo che alla fin fine hai già visto e potrebbe bastare così. Eppure si riesce a fare persino peggio di tanto cinema horror fotocopia. Perché Oltre ai "buuu", oltre agli oggetti che si muovono da soli, oltre alle oscure presenze che appaiono all'improvviso, oltre agli spiegoni, ci si mette pure la tecnologia, mostrando tutto il proprio potenziale e il largo budget a disposizione del film per imbarazzare lo spettatore con effetti di computer grafica che fanno veramente ridere. E la sorpresa è ritrovarsi a bocca aperta a chiedersi: ma davvero sto guardando una cosa del genere? Ma davvero l'hanno fatto?

E poi quei personaggi, quella famiglia lì che è credibile quanto le vecchie pubblicità del Mulino Bianco, con quei modi di fare allucinanti, quella sensazione che recitino, quei comportamenti incongruenti o, meglio, atti a giustificare scelte insensate come quella del drone. Personaggi senza spessore, poco credibili quando soffrono, inutili nelle interazioni e con in bocca una serie di (brutte) frasi ad effetto. Sam Rockwell sprecatissimo, tra l'imbarazzante e l'imbarazzato. Jared Harris che sembra gridarlo a gran voce: "non vorrei essere qui ma visto che ci sono faccio il figo" e poi gigioneggia come un matto facendo venire anche un po' il nervoso. Tutto il resto del cast è da coppini sulla nuca, compresi il ragazzino e la bambina, con i loro comportamenti senza capo né coda e le irritanti espressioni facciali.


In questo remake di Poltergeist davvero non funziona nulla e solo un paio di volte ci si spaventa, ma solo perché ci si era quasi addormentati e gli sbalzi di volume ti hanno provocato un involontario sussulto. E allora si torna prepotentemente alla domanda: perché ancora remake? Eppure lo hanno dimostrato che alcuni le idee le hanno ma poi, magari, non hanno i soldi per realizzarle decentemente o non sono abbastanza bravi per portarle a compimento. C'è un sottobosco (neanche tanto "sotto") di persone, registi, scrittori, artigiani che aiutati da produttori con la voglia di osare e investire potrebbero dire qualcosa, non dico di importante, ma almeno di nuovo e interessante. E invece no, ci si butta sul guadagno facile senza considerare che alla fine della giostra allo spettatore gireranno le palle e al cinema non ci andrà più. E amen. 

P.S. L'unica cosa che mi ha messo un po' di ansia addosso sono stato i clown. Ma quello è giocare facile, con me. Maledetto IT!


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