16 agosto 2015

Top 10 Mockumentary


Ed eccomi qui a stilare una nuova classifica, un nuovo post classificando made in Combinazione Casuale. Questa volta si tratta di una Top 10, i 10 mockumentary che ritengo, per un motivo o per un altro, degni di esistere. I miei preferiti, insomma. Ho già espresso più e più volte la mia opinione su questo genere di film, soprattutto in ambito horror, e avrete capito che non è granché lusinghiera. Eppure si tratta di un genere che mi attira ancora moltissimo, sarà perché al suo interno vi ho trovato delle vere e proprie perle. Di queste perle vorrei parlarvi oggi. Non solo in ambito horror, benché si tratti comunque e per gran parte di cinema di genere. Vorrei specificare solo una cosa però, prima di cominciare: qui tratterò i mockumentary, non i found footage. Ciò nonostante, ci potranno essere mockumentary che utilizzano lo "stile" found footage. 

Detto questo bando alle ciance, ecco la mia Top 10 Mockumentary

10) Road to L. -  Il Mistero di Lovecraft (di Federico Greco e Roberto Leggio, 2005)


Ne ho già parlato, qui su Combinazione Casuale. Non credo di poter aggiungere molto a quanto già detto in passato su questo film. Fatto sta che gli italiani, quando si impegnano, sanno ergersi a livelli ormai inimmaginabili nel nostro paese. Road to L. non è un grandissimo film, è un buon film. Ma è un raro esempio di mockumentary qui da noi che sa andar ben oltre il mercato nazionale. Come ai bei vecchi tempi, ma con un approccio moderno al genere: il mokumentary e l'horror.

09) Prova d'Orchestra (di Federico Fellini, 1979)


Non propriamente un mockumentary, né un capolavoro del più grande regista europeo (per me). Prova d'Orchestra è un finto documentario con vere e proprie interviste e voce fuori campo che racconta la giornata di prove di un'orchestra. Per me uno di quei film che ha poi creato un genere anche se, ovviamente, non c'è nessun tentativo di realismo: quello di Fellini è un film grottesco e macchiettistico che non nasconde la sua vera essenza. A conti fatti però, è un vero e proprio finto documentario, quindi rientra di diritto in questa classifica.

08) Cloverfield (di Matt Reeves, 2008)


Primo monster movie sottoforma di mockumentary, per me Cloverfield è non solo un ottimo film (in cui si vede la mando del produttore J.J. Abrams) ma l'esempio concreto di come dovrebbe essere un mockumentary, con riprese apparentemente amatoriali ma che nascondono grande tecnica. Guardando Cloverfield si entra nella vicenda ovviamente falsa ma narrata in modo tale da permettere la sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore.

07) L'Impostore (di Bart Layton, 2012)


Ecco l'esempio di un finto documentario basato su una storia vera. Detto questo, L'impostore rientra a pieno titolo nel genere poiché si tratta di un documentario fasullo, con attori professionisti e che spazia su un fatto realmente accaduto facendo ipotesi per nulla accreditate. Durante la visione è impossibile capire se si tratti di un fake o di un documentario vero e proprio ed è qui la grandezza di questo piccolo film. Qui troverete la recensione completa.

06) The Bay (di Barry Levinson, 2012)


Per me la fusione completa e perfetta tra mockumentary e found footage. Quello che inizia come documentario diviene poi un ammassarsi di esperienza found footage che portano alla completa immedesimazione dello spettatore. E il bello è che fa paura, una paura subdola e atavica che si aggrappa all'anima e al cuore. Un eco vengeance spietato e avvincente. Anche di questo film qui c'è una recensione. 

05) Lake Mungo (di Joel Anderson, 2008)


Altro bellissimo mockumentary che punta tutto sull'aspetto chiave di questo genere: guardando Lake Mungo, per tutta la prima parte del film, sembra davvero di godersi un documentario. Eppure quello di Anderson è un film horror che, personalmente, mi ha angosciato e terrorizzato. Con uno stile che molti altri film del genere si sognano, con una freddezza e una geometria inaspettata. Qui la recensione, per chi volesse approfondire.

04) Il Cameraman e l'Assassino (di Remy Belvaux, André Bonzel e Benoît Poelvoorde, 1992)


Qui parliamo di un vero capisaldo del genere, uno di quei film che tutti dovrebbero vedere e che mostrano come non tutti i mockumentary debbano essere un Paranormal Activity qualsiasi. Non è un horror, non è un thriller, è un film nero anzi, nerissimo, il racconto di un dramma, un'analisi spietata dell'animo umano. Siamo dalle parti del capolavoro ragazzi, guardatelo tutti e non ve ne pentirete.

03) The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair (di Daniel Myrick e Eduardo Sanchez, 1999)


Il film che ha davvero lanciato un genere, un opera derivativa che deve molto all'Italia e a un suo regista ma che è stato in grado di divenire vero e proprio fenomeno sociale. Infatti i due registi sono stati in grado di far credere la mondo intero che la più assurda delle storie fosse un avvenimento realmente accaduto. Finti volantini che denunciavano la scomparsa dei protagonisti, fake web site, una campagna pubblicitaria martellante soprattutto su internet hanno fatto credere che la strega di Blair fosse una realtà. Ma, a parte questo, The Blair Witch Project mi è piaciuto (e mi piace) perché è stato realmente in grado di spaventarmi. Il motivo? E' un film che parla della "paura", pure e semplice. Qui la recensione.

02) Rec (di Paco Plaza e Jaume Balaguerò, 2007)


Ecco un altro film che mi ha terrorizzato. Ora, anche Paranormal Activity mi ha fatto una paura fottuta, è vero. Ero persino tentato di metterlo in classifica. Ma la differenza con Rec (ad esempio) sta nella tecnica: Plaza e Balaguerò sono perfetti nel gestire l'azione, la paura, i colpi a sorpresa e una trama non poi molto originale. L'originalità vera sta nell'aver ambientato tutto nello spazio angusto di un condominio. Rec è un vero e proprio saggio sul mockumentary e sul cinema horror. Peccato per i sequel pessimi. Qui la recensione.

01) Cannibal Holocaust (di Ruggero Deodato, 1980)


Ecco, al primo posto non ci poteva che essere lui, il capostipite del mockumentary proprio come lo conosciamo noi adesso. Un film estremo, imperfetto, ma indubbiamente un capolavoro se consideriamo i capolavori come primi in un determinato genere. Anche del film di Deodato ho parlato più ampiamente qui e non credo ci sia molto da aggiungere. Ovviamente, senza quest'opera non avremmo mai avuto TBWP e tutti gli altri mockumentary che affollano i nostri cinema o in nostri PC al giorno d'oggi. E se per alcuni è un bene, per altri è un male. 

11 commenti:

  1. Lake Mungo l'avrei messo decisamente più in alto, ottimo l'inserimento di Cloverfield!

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    1. I primi 4 per me sono imprescindibili per il genere, Lake Mungo è uno dei migliori mockumentary mai realizzati ma ha innovato poco. Resta il fatto che per me le prime 5 posizioni sono a pari merito per bellezza. Ma CO e gli altri hanno innovato davvero.

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    2. di lake mungo trovo solo la versione in inglese

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    3. Non è uscito in italia, sei costretta a vederlo con i sub ita ;)

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  2. Ecco... non è che io non ami il mock... diciamo che è un modo di fare film che non mi piace molto e che alla lunga riesce davvero a irritarmi.
    "Cloverfield" è quello che mi è piaciuto più di tutti, mentre sono uno di quelli che si è addormentato nel vedere "Blair witch prject".
    "Cannibal holocaust" invece lo considero una porcata indegna, senza se e senza ma.

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    1. Porcata indegna per i soliti motivi (uccisione animali)?

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  3. Sai che volevo farla anche io questi giorni?

    A sto punto rimando o annullo ;)

    Ora dovrei ricontrollare le mie liste ma la tua è sicuramente ottima. Ne ho visti 6 su 10.

    non metterei L'Impostore qua, L'Impostore è un vero documentario (per me) perchè racconta una vicenda reale. Se proprio volessimo catalogarlo direi che è un docufiction (ovvero un documentario con fiction di ricostruzione).
    Tu nella tua "difesa" del titolo ti sei espresso benissimo ma stavolta non sono d'accordo ;)

    in ogni caso anche io, tra i recenti, reputo Lake Mungo meraviglioso

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    1. Su L'Impostore ti do assolutamente ragione. Ho voluto osare, inserendolo in questa classifica. Anche io nella recensione affermo che non è un mockumentary ma, a distanza di mesi, sono arrivato a pensare questo film come il mockumentary definitivo. Il motivo? Mai prima de L'Impostore il "docufilm" era divenuto così tanto fiction. Diciamo che, volendo iperbolizzare, è un film unico nel suo genere trasformando la realtà in fiction e facendo divenire la fiction "reale". Che in un certo senso è proprio quello che vorrebbe fare il mockumentary :P

      Io però sarei curioso di leggerla una tua classifica, sicuramente troverei (come al solito) qualche nuovo film interessante da guardare.

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    2. Forse potremmo dire che ne L'impostore è la materia che lo rende un mock, non la tecnica. E' come fosse un corto circuito strano. Doc a tutti gli effetti sì (lui è esistito davvero e ha fatto decine e decine di quelle cose, ci sono centinaia di prove) ma, a parte il lato fiction di ricostruzione (molto in voga negli ultimi tempi, specie nei format che raccontano di serial killer e delitti) è proprio la vicenda in sè che lo rende falso e vero allo stesso tempo.
      E sì, non è un mock ma lo spettatore è quasi portato a viverlo come tale.

      Ti ringrazio, magari non la farò mai o magari la farò proprio stanotte, sono sempre estemporaneo.
      Se la farò a breve ovviamente ti cito come si deve ;)

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