Il mio episodio preferito fino ad ora: Twin Peaks (2017), parte 7







Mentre tutto il mondo (dei fan) di Twin Peaks è in trepidante attesa della puntata numero 8 (o meglio, della parte numero 8), ecco che qui su Combinazione Casuale parliamo un attimino di quella numero 7. Episodio che, a me personalmente, ha convinto più di tutti gli altri. 

Ma andiamo con ordine: ve lo siete sempre chiesto che fine avessero fatto le pagine mancanti del diario di Laura Palmer, vero? Sto parlando di quelle strappate da Leland/Bob in cui veniva rivelato chi fosse l'assassino e tante altre curiose cosette. Bene, quelle pagine (non si sa perché o da chi) erano state nascoste nel bagno dell'ufficio dello sceriffo e sono state ritrovate da Hawk nella puntata numero 7. Ora, come Laura abbia fatto a scrivere su quelle pagine che il Buon Dale è imprigionato nella Loggia lo sa solo Dio Lynch, essendo stato (lo scopriamo in Fuoco Cammina con Me) il diario affidato ad Harold Smith prima del sogno in cui Annie rivelava il fattaccio a Laura e dopo che Bob ne aveva strappato via le pagine incriminate. Idiosincrasia che chissà se avrà mai una risposta o chissà se necessita di una risposta, essendo il tempo (ma anche lo spazio) abbastanza relativi in una serie di questo tipo. Detto questo, da tutt'altra parte, Dougie e sua moglie vengono attaccati dal nano killer dello scorso episodio, ma la reazione di rimbaCooper sventa l'omicidio fatto e finito. Intanto Andy indaga sull'incidente d'auto causato da Kid (Richard Horne), si scopre che il corpo decapitato dei primi episodi è effettivamente del Maggiore Briggs ma che anagraficamente l'età del cadavere non corrisponde a quella che l'uomo dovrebbe aver avuto al momento del decesso, Albert e Gordon convincono Diane a incontrarsi con Bad Cooper in prigione e Diane conferma loro che quello non è Cooper. Come se tutto ciò non bastasse, Bad Cooper ricatta il direttore della prigione federale e riesce ad evadere mentre al Green North Hotel Benajamin Horne e la sua nuovissima segretaria (una stupendissima Ashley Judd) indagano su strani rumori nell'hotel e su una vecchia chiave giunta per posta... e voi lo sapete di quale chiave sto parlando, no?


Ora, ho definito questa ottava parte la mia preferita fino ad adesso di quel lunghissimo film che è la terza stagione di Twin Peaks. Effettivamente siamo entrati nella parte centrale del corpo/serie e con la puntata in questione assistiamo ad un'evoluzione ritmica e ad un certo acuirsi dell'hype narrativo. Insomma, si nota un'attenzione maggiore alla storia e all'inserimento di indizi che potrebbero portare a repentine evoluzioni. Inoltre, lentamente ma con sempre più convinzione, tutto sta letteralmente tornando a Twin Peaks, cosa che penso molti fan attendevano dall'inizio di questo nuovo "corso". 

Lynch, come l'abilità che lo contraddistingue, accelera e rallenta il ritmo a suo piacimento giocando con le scene e col montaggio, inserendo citazioni, dediche (rivediamo Warren Frost, a cui l'episodio è dedicato) e personaggi che non potevano esserci (il "nostro" Sceriffo Truman) ma che in realtà ci sono lo stesso, inserisce colpi di scena velati, sfrutta l'orrore non attraverso l'azione (non solo) ma soprattutto attraverso l'atmosfera, caricando ogni fotogramma/evento e lasciandoci la sensazione che qualcosa di terribile stia per accadere o che i nodi stiano arrivando al pettine senza però aver ancora avvicinato la spazzola ai capelli. Poi, con colpi di stile cinematografico, arriva quasi a congelare il tempo in scene dal respiro lunghissimo, servendoci ad esempio un uomo che spazza i pavimenti per interi minuti o barboni inquietanti che avanzano per i corridoi. Senza annoiare un attimo. A meno che lo stile di David non vi sollazzi a prescindere e, in questo caso, mi chiedo perché stiate guardando anche voi Twin Peaks 2017.


Non mi stupirei se, con la nona parte, ci fosse un cambio di tendenza, sarebbe in puro stile David Lynch. Ma questo potrò scoprilo solo questa sera. Nel frattempo questa si conferma forse la serie TV più complessa della storia. O il film più complesso mai ideato. O forse una nuova forma di intrattenimento che non ha paura di svelare un'anima d'autore. Ma è ancora presto per giudicare, meglio rimandare queste elucubrazioni a Settembre.

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