Parliamo di Tobe Hooper (R.I.P.)


Mi metto a parlare di Tobe Hooper ora, a qualche giorno di distanza dalla sua morte, perché ho avuto necessità di riflettere. Riflettere su questo regista, riflettere sul suo cinema, riflettere su come stia cambiando (sia cambiato) il cinema, quello horror in special modo.

Ho riletto la mia vecchia recensione di Non Aprite Quella Porta. All'inizio parlo della morte del genere horror. La davo per scontata, ma dal 2012 ad oggi mi accorgo che di acqua sotto i ponti ne è passata: quanto da me ipotizzato e preventivato non è mai accaduto e l'horror cinematografico è ancora qui, più vivo che mai. Per sopravvivere è semplicemente o sta semplicemente mutando pelle, nonostante il passato resti tutt'ora un faro.

Uno dei rappresentanti di quel passato, diciamo la seconda fase dell'horror moderno, è stato sicuramente Tobe Hooper. La voglio sparare grossa: Non Aprite Quella Porta è stato uno degli antesisgnani del genere slasher. Con questo NON voglio dire che SIA uno slasher movie, ma solo che ne ha anticipato alcuni elementi. Un po' come hanno fatto Bob Clark e Mario Bava, se non fosse che loro appartenevano alla generazione precedente e facevano un altro tipo di cinema.


Il cinema di Hooper invece racconta l'America. Il lato oscuro, sporco, cattivo. I suoi film, almeno i primi, erano tutti oscuri, sporchi e cattivi. Ti raccontavano personaggi che di questa sporcizia e cattiveria erano intrisi, quasi fossero vittime di un'infezione sociale. Senza di lui l'horror contemporaneo non sarebbe mai stato lo stesso perché non si sarebbe mai sporcato le mani. Il mockumentary sarebbe mai esistito senza Hooper? Probabilmente no. Avremmo mai avuto Rob Zombi? Non credo proprio. Per non parlare degli innumerevoli survivor movie che devono tutto a Tob Hooper, con la prima final girl della storia dell'orrore fatta e finita. E mi sto limitando ad uno solo dei suoi film, il suo capolavoro.

Certo, non aveva l'eleganza di altri suoi esimi colleghi (Was Craven) o l'ironia cartoonesca (Sam Raimi, che però gli è successivo) o l'impegno politico (George Romero). Non era dotato della stessa potenza visiva di un Dario Argento o della tecnica di John Carpenter. Ma la natura del suo cinema è stata da subito un elemento ben definibile e caratterizzante dagli anni '70 per tutte le decadi a venire. Anzi, ha incarnato gli anni '70 forse meglio di chiunque altro traghettandoli verso l'america reaganiana. Gli anni delle periferie degradate e della sub-cultura, anche.


La cinematografia di Hooper non è paragonabile a quella di altri maestri dell'orrore. Lo posso ammettere tranquillamente, non sto parlando di uno dei miei registi preferiti. Tra alti e bassi alla fine Tobe si è perso. Eppure contiamo le perle, solo quelle che piacciono a me però: The Texas Chain Saw MassacreQuel motel vicino alla paludePoltergeist (in cui c'è più Hooper di quel che se ne dica), Non aprite quella porta - Parte 2 (il sequel più sottovalutato di sempre), Le notti di Salem (che, ricordiamolo, è una mini TV), Body Bags. Pochi cazzi, mica poca roba. 

Tobe Hooper è morto. certamente troppo presto. Non che mi stupisca la cosa, prima o poi è ovvio che debba succedere. Mi stupisce di come il tempo sia passato, le cose cambiate, ma infondo tutto rimane sempre lì. E mi chiedo se tra 20 o 30 anni qualcuno piangerà nuovi registi. Come e perché. Chi saranno, cosa avranno fatto, quali cambiamenti avranno apportato. E se qualcuno si ricorderà ancora di quel passato che sembra non passare mai.

Commenti

  1. Ogni grande regista sa sempre cosa fare e come farsi ricordare, e lui lo era, perché se mi piace l'horror lo si deve anche a lui ed ai suoi straordinari film, di cui ho tanti spaventosi ricordi ;)

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    1. Sì, è stato un iniziatore all'horror per tanti di noi :)

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