Yakuza Apocalypse e la follia di Takashi Miike


Quando parliamo di cinema orientale, se non di giapponese, non possiamo non annoverare Takashi Miike tra gli autori più importanti degli ultimi decenni. Non soltanto per la mole enorme di film girati, ma anche per il modo in cui ha fagocitato elementi estranei alla cultura nipponica senza per questo snaturalizzare il proprio cinema, che è fortemente nipponico. 

Che poi, coesistono diverse "anime" nel cinema di Miike. Limitarsi ad una semplificazione di comodo non fa che sminuirlo. Cosa accomuna, ad esempio, Visitor Q, Audition, Yattaaman e 13 Assassini? Tutto. Niente. E ne sto citando quattro a caso. Forse l'elemento più riconoscibile del cinema di Miike è l'eccesso, ma anche di quello esistono forme diverse. Eppure dai, facciamola una semplificazione, cataloghiamolo come "cinema eccessivo". 

Yakuza Apocalypse, film del 2015, è questo eccesso portato all'eccesso (perdonatemi il gioco di parole). E' la razionalizzazione del caos. Narrativo e visivo. A voi, spettatori ignari, sembrerà di guardare qualcosa senza né capo né coda, eppure Yakuza Apocalypse è dotato di una struttura rigida nel suo procedere per accumulo. C'è una coerenza di fondo, in un film del genere, che rende palese il fatto che non sia stato girato o pensato a caso. E' la famosa stella danzante partorita dal caos. 


La trama è semplice, infondo: Kamiura è un capo Yakuza leggendario, una sorta di protettore dei più deboli, un criminale con una propria integrità e una sorta di missione. Kamiura è un vampiro. Kageyama invece è il più fedele membro del clan, divenuto uno yakuza proprio per seguire le gesta del suo capo. Sarà lui infatti a raccogliere l'eredità di Kamiura quando un'organizzazione criminale arriverà in città per convincere il boss a tornare nel sindacato del crimine internazionale che ha abbandonato.

Yakuza Apocalypse parte come uno yakuza movie venato d'horror, segue pedissequamente la trama raccontata qui sopra, poi diventa un delirio che, appunto, procede per accumulo di situazioni, personaggi, elementi weird ed eccentricità. Cresce come fosse un'infezione (e, senza fare spoiler, in un certo senso di questo tratta il film), nutrendosi di non sense e personaggi sopra le righe. C'è un po' di tutto, a partire da un ragazzino vampiro con la capigliatura afro armato di ascia passando a un tizio con un super fucile che tiene in una custodia a forma di croce o a un elfo dell'acqua, arrivando ad un tizio super forte in un costume da rana. Yakuza Apocalypse si nutre di folklore, lo miscela con elementi sociali ma diventa prima una sorta di film di arti marziali, poi un horror, poi non lo so. Credo che però uno dei modi per definirlo meglio sarebbe "fumettone". Mi perdoni chi odia questo termine, ma lo sto intendendo nella sua eccezione specifica: le scene girate da Miike alternano la plasticità di scene degne di un manga, a volte vere e proprie splash page, alla dinamicità di come queste sarebbero se venissero animate. Se poi consideriamo che certe scene grottesco/ironiche, comiche alle volte, ricordano la tradizione manga/anime del Sol Levante, credo sia indubbio che un film del genere paghi più di un tributo al media. Ma Miike è quello che ha portato sul grande schermo fumetti come Ichi The Killer, il già citato Yattaaman o As The God Will, quindi le influenze del media manga nel suo modo di fare cinema sono dichiarate. 


Anche se poi, a conti fatti, il film di questo regista che reputo più vicino per stile e struttura a questo Yakuza Apocalypse è Dead or Alive

Yakuza Apocalypse è horror, è gangster movie, è grottesco, weird. Un film di arti marziali. Persino un fantasy. Non è nulla di tutto ciò. Credo bisognerebbe semplicemente definirlo un film alla Miike. Da consigliare a chi ci va incontro consapevolmente. In quel caso il divertimento sarà assicurato e qualcuno (io, ad esempio) non potrà fare a meno di gasarsi (con quel non finale, poi...).

Commenti

  1. lo metto in lista per una visione caciarona estiva ...

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    1. Guarda, ad essere sinceri secondo me merita tanta tanta attenzione, quindi ti consiglio di guardarlo quando non fa così caldo come in questi giorni. A meno che tu non viva in un posto dove adesso si sta freschi... e in questo caso ti invidio :D

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